23 Nov 2017

Ogni anno l’economia dell’Unione Europea, oltre a fare i conti con i già tanti problemi di natura finanziaria si trova a dover fronteggiare una vera e propria piaga che da sempre serpeggia tra le strade delle nostre città e ormai anche online: i falsi d’autore.
Cibo, profumi, abbigliamento di lusso, borse, maglie da calcio o pirateria musicale sono solo alcuni dei prodotti più a rischio falsificazione che ogni anno causano perdite per oltre 83 miliardi di euro sul territorio europeo.
Nel vecchio continente questa perdita economica si traduce in quasi 800mila posti di lavoro persi a causa del fenomeno del falso.Secondo i dati Euipo, il 7,4 % delle vendite nei 9 settori presi in esame viene perso a causa della circolazione di merci contraffatte sul mercato. Si va dal 13,5% della media di mancate vendite, in Europa, per gioielleria e orologi, al 12,7% di borse e valigie sino al 12,3% di giochi e giocattoli. Più residuale il vino.

Insomma, se da una parte il falso dà l’illusione ad alcuni di poter avere tra le proprie mani, per pochi euro, prodotti di alto valore, dall’altro alimenta circuiti illegali, spesso collegati alla malavita e che danneggia l’economia reale dell’intera azienda Italia.
La domanda è: ne vale la pena?