30 Lug 2012

Dall’ultima indagine quali/quantitativa commissionata nel 2010 da Comitato Leonardo – Italian Quality Committee sulla percezione del Made in Italy su un campione rappresentativo di popolazione italiana e straniera, emerge una media di oltre il 50% della popolazione orientale e statunitense che associa al “Made in Italy” valori di “Passione”, “Estetica”, “Cultura”, “Qualità”.

Il dato confortante sulla Brand Equity del nostro Made in Italy all’estero è confermato dall’Istituto Nazionale per il Commercio Estero secondo cui la vendita fuori dall’Italia segue un trend in crescita rispetto al fatturato complessivo del settore moda, con particolare concentrazione nei paesi fuori dall’Unione Europea.

Il settore moda italiano, in crisi in Italia, sembra – dunque – sempre più destinato a essere “consumato” fuori dai confini.

Quali sono allora le strategie di mantenimento e crescita che il Sistema Moda italiano può implementare sul lungo periodo?

Coerenza dell’offerta, Mantenimento della propria identità di marchio, Integrazione culturale come leva di innovazione e leadership.

Il Sistema Moda, infatti, in quanto simbolo di eccellenza italiana nel mondo, rappresenta per il nostro Paese un vantaggio competitivo difficilmente superabile, se coltivato.

L’orientamento all’internazionalizzazione del marchio “Made in Italy” è confermato non soltanto dai succitati dati economici di settore, ma anche attraverso le iniziative settoriali di progetti integrati d’internazionalizzazione di sistema e azioni di scouting, che ormai sono elementi centrali della globalizzazione e l’innovazione del settore moda.

La B&C, attraverso la sua Divisione Internazionale, è particolarmente attiva nel settore con  iniziative di cooperazione e d’internazionalizzazione nel mercato sudamericano a  partire da progetti integrati (Established chain)in Perù (Promperù, progetto di assistenza tecnica alla filiera dell’alpaca), Argentina (assistenza tecnica alla filiera della lana e mohair) e Colombia (iniziative commerciali), dove l’integrazione culturale è un elemento essenziale.

Nell’ultima edizione di AltaRomAltaModa,  la fashion week capitolina sempre attesa nel panorama della moda internazionale, dove Creatività e Produzione italiana trovano occasioni d’incontro con le nuove realtà internazionali, B&C ha seguito con particolare attenzione le iniziative di scouting ed integrazione culturale quale “World of Fashion”, evento svolto all’interno del calendario AltaRoma, e “Who is on Next” – progetto in collaborazione con Vogue, il cui obiettivo è la ricerca e la promozione di giovani talenti creativi del panorama nazionale ed internazionale.

World of Fashion, alla sua IX edizione, ha visto sfilare le collezioni di Afrodita Hera (Chiaro), Carlos Arturo Zapata (Colombia), Emma Viedma Paoli (Paraguay) e Francesca Alesse (Italia).

Ad aprire le danze, uno dei più amati stilisti dell’America Latina, il colombiano Carlos Arturo Zapata, apprezzato anche per le sue sfilate a New York, San Francisco, Washington, talvolta insieme a  Carolina Herrera, Oscar de la Renta e Paco Rabanne; nel 2008 ha ricevuto a Parigi il premio “The Best” da Ivana Trump. Uno stilista innovativo per rendere la donna sempre affascinante in bianco e nero, grigio e argento negli abiti, arricchiti con Swarovski.

La seconda e la terza sfilata hanno visto in scena due giovani promettenti stiliste: la paraguayana Emma Viedma Paoli e l’italiana Francesca Alesse.

Emma Viedma Paoli, che per la World of Fashion caratterizza la sua collezione “Pierrot” con l’abbinamento di perle, catene e piume, ha conquistato un posto privilegiato nel mondo della moda Latino Americana presentando le sue collezioni a Paraguay Alta Moda, Asuncion Fashion Week e Buenos Aires Alta Moda con diversi premi alle spalle.

L’italiana Francesca Alesse, invece, ha proposto una collezione ispirata alla metamorfosi della farfalla come metafora di trasformazione personale.

A chiudere il World of Fashion, la cipriota Afroditi Hera i cui abiti sin dal 2001 sono opere d’arte che anticipano i trend.

Il suo brand è oggi venduto in alcune delle più prestigiose boutique internazionali: Byba boutique a Monte Carlo, Bloomingdales a Dubai, Harvey Nichols a Riyad, LuisaViaRoma a Firenze.

Nel 2009 è stata chiamata da L’Oreal per creare gli abiti indossati dalle modelle in occasione delle celebrazioni del Centenario L’Oreal a Parigi.

World of Fashion, anche quest’anno, ha promosso il dialogo tra le culture del mondo attraverso i linguaggi della moda, della poesia e delle arti. Cooperare, condividere, interagire, dialogare: in un mondo sempre più globalizzato, sono queste le cose da fare secondo“World of Fashion” che in B&C condividiamo pienamente.