28 Mar 2017
L’utilizzo di piattaforme web di video sharing è in crescita in Italia e nel mondo, trend supportato da una aumento della penetrazione degli smartphone e dei personal computer e da un utilizzo sempre più frequente dei dispositivi connessi online. In uno scenario di rapido mutamento e innovazione tecnologica, in cui sempre più utenti sono connessi online con sempre più frequenza, è necessario che le aziende realizzino l’importanza dei canali digitali per raggiungere al meglio più fette di consumatori.
Dati Istat testimoniano che in Italia l’utilizzo di internet è in aumento. Il 63,2% degli italiani si è connesso ad internet nel 2016, contro il 60,2% rilevato nel 2015. E sebbene siano i giovani i maggiori fruitori, appare rilevante anche l’aumento della percentuale di utilizzo di internet da parte della fascia di popolazione con un età compresa fra i 60 e i 64 anni (si passa dal 45,9% nel 2015 al 52,2% nell’anno successivo).
A questi, è importante aggiungere i dati relativi alle abitudini dei suddetti utenti: l’85,8% degli utenti  ha utilizzato internet per ricercare contenuti culturali e il 57,8% lo ha utilizzato per navigare su un social network. Che sia sempre più radicato nelle abitudini della vita quotidiana lo dimostrano il fatto che nel 2015, il 50,5% degli utenti ha fatto acquisti online, contro il 48,7% dell’anno predente, e che, tra coloro i quali hanno affermato di non aver effettuato acquisti su internet negli ultimi 3 mesi, il 40,9% ha comunque fatto ricerche relative a prodotti commerciali e/o ha venduto merce online. Ma è significativo che quasi un terzo degli utenti online abbiano caricato un contenuto originale di propria creazione su internet.
Ed è proprio in questo panorama così dinamico e in cui i servizi online sono in costante miglioramento per quanto riguarda la qualità dell’esperienza utente che Youtube si colloca in una posizione chiave. Nonostante la moltitudine di competitors, la piattaforma di video sharing risulta unico grande leader, ricevendo più del 70% di utenti interessati alla visualizzazione di video online. Ciononostante, la televisione resta il principale punto di riferimento per visualizzare contenuti audiovisivi sebbene il calo rispetto alla frequenza di utilizzo negli ultimi anni. Che sia sullo schermo o su internet, la televisione risulta ancora il principale svago degli italiani.
Ma sono davvero importanti i contenuti audiovisivi nell’ottica del marketing digitale e soprattutto che ruolo svolge Youtube per le agenzie e i brand in tutto ciò?
Il colosso del video sharing registra una continua crescita in termini di penetrazione che non sembra presagire possibili arresti. L’aumento dei contenuti audiovisivi in alta qualità e della loro lunghezza, unitamente ad una serie di migliorie tecniche atte a ridefinire al meglio l’esperienza online, possono essere inquadrate come una causa della crescita generale ma anche come un effetto di essa. Negli anni, Youtube ha cercato di rafforzare e sviluppare la proposta di contenuti professionali con promozioni, ritocchi dal punto di vista tecnico ed accordi commerciali. È necessario inoltre menzionare il sevizio di streaming online, la tv di Youtube indirizzata soprattutto ad un pubblico giovane, che per ora concerne solo il mercato USA.
Ma quanto tutto ciò riesce effettivamente a tramutarsi in riscontri in termini di investimenti e engagement? Tanto, se pensiamo che entro il 2019 la metà del traffico su internet si prevede sarà costituito da contenuti video. Ma prendendo in considerazione le circostanze attuali, un esempio potrebbe essere il numero di interazioni rilevate per i video, che supera largamente il numero di quelle rilevate per le immagini. Nello specifico, si parla di un rapporto che va oltre il 60% su Facebook e il 20% su Instagram. (L2 Digital IQ Index: Fashion 2015).
Lo scorso anno, la stessa Google, società che possiede Youtube, ha fornito dati importanti che rivelano quanto sia necessario ottimizzare il piano media prendendo in considerazione l’impatto di Youtube. La ricerca -condotta in 8 Paesi tra cui l’Italia- ha mostrato che Youtube ha generato un ritorno sull’investimento (ROI) superiore a quello della televisione nel 77% dei casi. Questo dimostra quanto sia importante ridefinire e perfezionare il media mix allo scopo di massimizzare i profitti e minimizzare i costi nell’ecosistema digitale. Appare quindi chiaro come, nell’era digitale, la pubblicità online riesca a reggere la sfida con quella in tv, come testimonia la crescita di tale mercato pubblicitario. Se i media tradizionali rimangono comunque un canale fondamentale da prendere in considerazione durante la pianificazione del mix aziendale, le nuove tecnologie riescono a competere rivelandosi spesso più efficaci in termini di engagement e costi. La chiave sembra quindi rimanere costantemente al passo con le nuove tendenze e il progresso tecnologico, allo scopo di individuare e intuire le potenzialità di esse ed adeguare il media mix.
La digitalizzazione appare come una sfida per il successo. E voi siete pronti alla transizione verso il futuro?