11 Apr 2017
Spingersi fuori dai confini nazionali risulta essere un’opportunità ma anche – e soprattutto – una necessità. Sebbene ci siano stati ottimi segnali di miglioramento rilevati nel 2016 relativi alla presenza delle PMI nei mercati esteri, è importante essere capaci di mantenere tali risultati positivi, anche tramite investimenti a sostegno di tutte quelle iniziative volte a relazionarsi e a spingersi fuori dai confini nazionali. Pensiamo alle agevolazioni che consentono alle PMI di acquisire le risorse necessarie atte ad ottimizzare la propria efficienza in tutte quelle attività di export, o ancora, alle agevolazioni finalizzate a promuovere le aziende oltre i confini italiani.  L’internazionalizzazione appare quindi un modo per migliorare la competitività delle piccole e medie imprese che, nonostante abbiano potenzialmente la possibilità di raggiungere ottimi risultati, sono spesso limitate da una serie di difficoltà pratiche; difficoltà che si evincono nel momento in cui insorge l’esigenza di accumulare risorse finanziarie e investire nell’innovazione, soprattutto quella digitale, capace di favorire la crescita su altri mercati, a dispetto delle aziende più grandi, le cui risorse sono sufficienti ad espandersi verso più ampi orizzonti. E in effetti, quando si parla di internazionalizzazione, le dimensioni contano ben poco: tutte le aziende possono, con risultati positivi, proporsi al mercato globale o potenziarne la propria presenza.
In Italia rileviamo vari accordi regionali per favorire tali processi di internazionalizzazione, tutti con lo stesso obiettivo comune: rilanciare le aziende italiane con una leva internazionale da abbinare alla strategia aziendale in modo coerente. Tra le più recenti, troviamo l’investimento pari ad 1 milione di eurostanziato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia; l’accordo tra Ceipiemonte e l’Ordine dei Commercialisti di Torino, che si basa sulla promozione di eventi, diffusione di informazioni e consulenza a livello regionale; e lo stanziamento di 8,5 milioni di euro per il triennio 2017-2019 da parte della giunta della regione Toscana.