19 Apr 2017

Il mercato del digital è in forte espansione, eppure tante aziende fanno fatica a credere che questo canale sia ormai indispensabile per aumentare il proprio cash flow.
Sono pochi quelli che rischiano ma va detto che la propensione al rischio spesso ripaga.

Luisa Via Roma è una boutique nata agli inizi degli anni ’30 a Firenze e nel 1999, agli albori della tecnologia moderna, decide di aprire un canale di e-commerce: il fatturato è passato in poco tempo da 8 a 120 milioni di euro.
L’azienda fiorentina è una delle poche eccezioni nel panorama imprenditoriale italiano, perché, in Italia, l’idea di entrare nel mercato dell’e-commerce, spaventa.

Perché questo potente strumento fa fatica a guadagnare quota tra le piccole e medie aziende italiane?
Gli italiani, soprattutto nel settore del food e dell’abbigliamento, prediligono il confronto diretto, il direct marketing, il face-to-face con il cliente e l’e-commerce costituisce una grande barriera da superare in questi termini.

Eppure, entrare nel mercato dell’e-commerce permetterebbe di abbattere costi onerosi quali possono essere quelli legati all’apertura di un nuovo punto vendita fisico, e soprattutto costituirebbe un grande vantaggio per il cliente: i negozi online sono aperti ogni giorno, inclusi domeniche e festivi, 24 ore su 24.

Qual è il problema allora?
Il grande limite cui devono far fronte le piccole e medie aziende italiane, come spiega Andrea Panconesi, Ceo della società Luisa Via Roma, «è la mancanza di cultura digitale all’interno delle aziende, soprattutto italiane, ed è un peccato perché sul piano internazionale siamo uno dei paesi che potrebbe sfruttare meglio le opportunità offerte dagli strumenti digitali».

 

In un’Italia in cui ormai ci sono siti web e applicazioni praticamente per tutto, alle aziende non resta che cavalcare l’onda della digitalizzazione, se vogliono restare a galla.