23 Dic 2019

IoTInternet of Things. Di che parliamo.

Nel mondo aziendale e online, sempre più spesso ci si imbatte in questo acronimo: IoT o IOT. La sigla sta per “internet of things”, ovvero (letteralmente) “internet delle cose”. Ma che vuol dire?

Entrare in tecnicismi troppo fitti è, a quanto pare, un peccato diffuso. Basti cercare in inglese, ma anche in italiano, definizioni di IoT su Google, per trovare i più disparati e cervellotici tentativi di spiegazioni ad alto contenuto tecnico. Risultato? Spesso una grande confusione.

Tentiamo dunque di definire nel modo meno complicato possibile questo concetto.

Cos’è l’internet of things

Per essere in grado di leggere questo stesso articolo, sei sicuramente collegato ad internet. Non importa se su portatile, tablet, telefono o PC.

Inutile sottolineare l’importanza e la grande rivoluzione mondiale che la connessione internet ha portato. Basti pensare agli sviluppi ottenuti nella comunicazione privata e pubblica attraverso dispositivi come gli smartphone, per rendersi conto che quello che una volta era altamente complicato da raggiungere a livello di informazioni e comunicazione, ora lo è molto di meno o non lo è affatto.

I benefici di una connessione ad internet, tuttavia, non si devono più limitare a computer e telefoni. E cambiando questa prospettiva, si apre davvero un orizzonte infinito ed inaspettato.

IoT è in realtà un concetto piuttosto semplice, significa prendere tutte le cose del mondo e collegarle a internet.

E quando si scrive “tutte le cose”, si intende davvero “TUTTE LE COSE”!

Perchè vogliamo che IoT si realizzi allora?

Un qualcosa connesso ad internet è in grado di ricevere e inviare input ed informazioni.

Questa capacità di inviare e/o ricevere informazioni rende le cose simil-intelligenti e questo è sicuramente un vantaggio per tutti. In ambito privato, con benefici legati ai nostri elettrodomestici o all’interconnessione con il mondo che ci circonda; come anche in ambito lavorativo, con azioni di marketing strategico e l’internazionalizzazione delle nostre aziende.

Usiamo di nuovo gli smartphone (smartphone) come esempio. In questo momento puoi ascoltare praticamente qualsiasi canzone del mondo, ma non è perché il tuo telefono ha effettivamente tutte le canzoni del mondo memorizzate su di esso. È perché ogni canzone nel mondo è memorizzata altrove, ma il telefono può inviare informazioni (chiedendo quella canzone) e quindi ricevere informazioni (streaming di quella canzone sul telefono).

Grazie ad internet, non è più necessario che ogni device abbia chissà quale capacità di memoria o chissà quale super computer al suo interno. E’ sufficiente essere in grado di connettersi con una super memoria o con un super computer esterno. Ecco perchè la connessione tra le cose (internet delle cose, appunto), diventa un qualcosa di fantastico.

 

Nell’Internet of Things, tutte le cose che vengono connesse a internet possono essere suddivise in tre categorie:

 

  • Cose che raccolgono informazioni e poi le inviano.
  • Cose che ricevono informazioni e poi agiscono su di esse.
  • Cose che fanno entrambe le cose.

Queste tre categorie di cose si interscambiano benefici e si supportano a vicenda. Ecco l’Internet delle cose (IoT).

Perché è importante l’IoT

Studi di settore specifici e ricerche di marketing attestano che l’IoT offre alle aziende e alle persone una visione e un controllo migliore di circa il 99% degli oggetti e degli ambienti che rimangono fuori dalla portata di internet. In tal modo, l’IoT consente alle aziende e alle persone di essere più connesse al mondo che li circonda e di raggiungere prestazione altrimenti impensabili e di livello superiore.