23 Dic 2019

Percezione della criminalità | B&C Ricerche di Marketing

Da sempre, una notizia negativa attrae i media più di un episodio piacevole e positivo. Per questo nella società attuale ancor più che in passato, dove oltre ai più “ortodossi” mezzi di informazione (giornali, tv e radio), aggiungiamo un’infinità di notizie flash grazie ai social network, non sempre la percezione della criminalità corrisponde ai dati reali.

Vari studi di settore e sondaggi si possono svolgere per rilevare accuratamente quanto i cittadini si sentono al sicuro e successivamente confrontare questi dati con gli effettivi numeri relativi ai reati commessi in un determinato paese o in una determinata area abitata.

Lo studio sulla sicurezza cittadini è importante per fornire un articolato quadro di fattori che ci indicano l’effettiva preoccupazione che si ha di subire abusi (di qualsivoglia natura). E’ possibile registrare il livello di degrado di una particolare zona, come anche le conseguenze che la percezione della criminalità di quell’area specifica porta nel tessuto sociale e nella vita quotidiana dei cittadini.

Come NON si misura la percezione del crimine

Sviluppare ricerche e sondaggi in relazione a cosa la cittadinanza percepisce riguardo un particolare tema, in questo caso quello della criminalità, è un esercizio che richiede esperienza e dimestichezza con il porre le giuste domande.

La paura del crimine è stata misurata in vari modi che si sono evoluti nel tempo.

Inizialmente, ad esempio, si tendeva a confondere il “sentirsi al sicuro” e “la percezione del crimine”. A pensarci bene, effettivamente, si tratta di concetti diversi. Non temere di subire un particolare reato, non vuol dire che non si possa avere la percezione che quel reato sia molto diffuso in società.

Molte sono le variabili, infatti, che possono far preoccupare o meno ogni singola persona, rispetto alle possibilità di subire un crimine.

Per esempio: un uomo di 30 anni, fisicamente prestante e allenato allo scontro fisico o comunque all’attività agonistica, ha sicuramente ragioni in più per esser meno preoccupato di subire uno scippo rispetto ad una signora over 60 che spesso deve dirigersi a piedi a fare la spesa. Questo non impedisce a quell’uomo di avere comunque percezione di un alto numero di scippi nella società.

Un altro errore da evitare nel rilevare la percezione del crimine che la cittadinanza ha, è quello di esimersi dallo specificare, in fase di ricerca, a quale reato ci si sta riferendo. Chiedere infatti genericamente che percezione si abbia del tasso di criminalità, può essere assai fuorviante in quanto ogni intervistato può far riferimento ad un reato diverso. A quel punto le rilevazioni eseguite non saranno troppo corrette nell’illustrare il sentimento comune nei confronti della percezione della criminalità.

Un cittadino intervistato può avere come primo pensiero gli stupri, o gli omicidi, o le rapine in banca. Una ricerca non in grado di rilevare queste differenze, rimane parziale nel suo risultato. E’ ben diverso, infatti, vivere in una società ritenuta piena di omicidi, rispetto ad una dove il crimine più diffuso è la truffa economica.

Avere inoltre una bassa profilazione degli intervistati, è un altro fattore assai fuorviante nella rilevazione di statistiche e dati riguardanti la percezione della criminalità e della sicurezza cittadini.

Con il tempo si è capito infatti che a seconda della distanza fisica da un potenziale reato, variava anche la percezione che si aveva del reato stesso. Importante quindi, in fase di raccolta dati, aver ben chiaro chi si sta intervistando ed in quale contesto sociale quella persona vive.

 

L’esperienza di oltre 40 anni permette a B&C Ricerche di Marketing di offrire tale competenza basata su una case history importante di ricerche e sondaggi.